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giovedì 28 luglio 2011

Bioelettricità

Descrizione generale

sf. [sec. XX; bio-+elettricità]. Insieme dei fenomeni elettrici che si producono nella materia vivente e che sono riconducibili a differenze di potenziale tra l'interno e l'esterno della cellula oppure tra interi distretti organici quali i muscoli, il cuore, l'encefalo, le pareti assorbenti dell'intestino, l'apparato tubulare del rene, le formazioni nervose centrali e periferiche, ecc.; i fenomeni bioelettrici sono particolarmente appariscenti in alcune specie di Pesci nei quali sono presenti organi capaci di generare campi elettrici di notevole potenziale. Il complesso delle manifestazioni bioelettriche e le conseguenze funzionali che determinano nell'organismo costituiscono il campo d'indagine dell'elettrofisiologia. Poiché i fenomeni bioelettrici si svolgono nei diversi tessuti con le stesse modalità fondamentali, essi possono essere descritti in base a un modello elementare costituito dalla membrana della cellula e dai compartimenti che essa delimita, cioè lo spazio intracellulare occupato dal citoplasma e quello extracellulare occupato dai liquidi interstiziali. Evidentemente le cellule che meglio si prestano per rilievi di natura elettrobiologica sono quelle dei tessuti eccitabili (tessuto muscolare o nervoso), in cui l'evento elettrico è correlato con modificazioni meccaniche, chimiche ed enzimatiche agevolmente misurabili.


La soluzione ionica


Per comprendere l'origine dei potenziali bioelettrici occorre ricordare un elementare principio fisico a cui obbediscono le soluzioni ioniche: in una soluzione acquosa gli ioni, qualora si pongano limitazioni alla loro mobilità possono produrre delle differenze di potenziale tra le diverse zone della soluzione. Nel caso specifico delle cellule e del liquido interstiziale che le circonda, la limitazione alla mobilità ionica è dovuta alla permeabilità selettiva della membrana cellulare che provoca una distribuzione diseguale degli ioni alle superfici interna ed esterna, cioè una diversa composizione ionica del liquido intracellulare rispetto a quello extracellulare. Nell'interno delle cellule, infatti, vi è un'elevata concentrazione di ioni potassio (K+) e di proteinati, assieme a quantità minori di ioni sodio, cloro, calcio,magnesio, ecc. Nel liquido extracellulare abbondano invece il sodio e il cloro, accompagnati da quantità minori di calcio, magnesio, bicarbonati, fosfati. Se non esistessero limiti alla mobilità ionica, si raggiungerebbe ben presto l'equilibrio tra l'interno e l'esterno della cellula, con lo spostamento dei singoli ioni dovuto al gradiente di concentrazione, cioè verso il compartimento in cui la loro quantità è minore. Ma la membrana cellulare è impermeabile ai proteinati, i quali non possono quindi uscire dalla cellula, ed è funzionalmente impermeabile al sodio, nel senso che gli ioni sodio che entrano nella cellula (secondo il gradiente di concentrazione) ne vengono immediatamente espulsi con un meccanismo attivo endoenergetico (pompa del sodio). La membrana è invece liberamente permeabile al K+ e al Cl-. Il K+ è più concentrato all'interno che all'esterno della cellula, per cui tende a uscirne secondo il gradiente di concentrazione. In tale movimento non può essere tuttavia accompagnato da alcuno ione di segno opposto, in quanto i proteinati non passano attraverso la membrana e il Cl- non può spostarsi contro il gradiente, cioè verso il compartimento in cui è più concentrato. Pertanto, con l'uscita del potassio dalla cellula diminuisce il suo gradiente di concentrazione ma si stabilisce un gradiente elettrico, cioè una differenza di potenziale tra il distretto extracellulare (positivo) e quello intracellulare (negativo). Come è facile comprendere, la fuoriuscita del K+ è autolimitante, cioè progressivamente ostacolata dalla positività elettrica extracellulare. Esiste pertanto una condizione di equilibrio osmotico-elettrico che prende il nome di potenziale di membrana o di riposo. I potenziali elettrici, misurati sperimentalmente in vari tessuti e cellule, oscillano intorno a 80 mV. Nelle strutture eccitabili l'applicazione di stimoli meccanici, chimici o elettrici di intensità sufficiente provoca un repentino aumento della permeabilità di membrana al sodio: ciò annulla la differenza di cariche tra l'interno e l'esterno della cellula (depolarizzazione) per poi invertire il segno della polarizzazione di membrana (l'interno diventa positivo). Si produce in tal modo un potenziale d'azione, che nelle cellule muscolari e nervose corrisponde alla generazione di un impulso. Questo può trasmettersi alle cellule circostanti come onda di depolarizzazione. Analogamente a quanto avviene per il potassio, anche il passaggio trans-membrana del sodio è autolimitante; infatti, con il suo ingresso nella cellula durante il potenziale d'azione la membrana perde progressivamente la permeabilità allo ione. In tal modo si ripristina rapidamente il potenziale di riposo, con l'ulteriore fuoriuscita di potassio secondo il gradiente di concentrazione e la contemporanea espulsione attiva del sodio sequestrato dalla cellula.

lunedì 16 maggio 2011

Contestare le bollette dell'elettricità

L'azienda dell'energia elettrica vi ha mandato una bolletta con troppi zeri?
Vi hanno staccato la luce senza alcun motivo apparente e nonostante le proteste siete ancora al buio? Avete accettato, senza esserne consapevoli, una proposta commerciale che non volevate e che, tra l'altro, non si è rivelata per niente conveniente? Ecco come far valere i vostri diritti.
Bolletta elettrica sbagliata: come reclamare
Vi arriva una bolletta dell'elettricità con qualche zero di troppo? Per prima cosa dovete contestare la cifra inesatta con un reclamo scritto all'azienda che vi fornisce il servizio. Il fornitore è tenuto ad inviare una risposta, entro 40 giorni, con l'esito degli accertamenti effettuati (si chiama "obbligo di risposta motivata") e l'eventuale dettaglio del calcolo effettuato per la rettifica. Se l'errore di fatturazione è riconosciuto dall'azienda, il cliente ha diritto, entro 90 giorni, all'accredito della somma addebitata per errore (in bolletta o direttamente con assegno circolare o su conto corrente). Se i tempi del rimborso si allungano, il venditore dovrà risarcire il cliente con 20 euro (se il rimborso è effettuato entro i 180 giorni), con 40 euro (tra i 180 e i 270 giorni) o 60 euro (oltre i 270 giorni).

Quando segnalare il disservizio elettrico all'Authority
Se nonostante i reclami e le segnalazioni sui livelli qualitativi e tariffari, il venditore del servizio non fornisce risposte soddisfacenti, o non le fornisce affatto, i clienti possono rivolgersi all'Autorità per l'energia elettrica e il gas, un organismo indipendente che regola e controlla i settori dell'energia elettrica e del gas. In situazioni di pericolo e danni gravi, il reclamo può essere presentato contemporaneamente al fornitore e all'Autorità. La segnalazione va inviata allo Sportello per il consumatore di energia c/o Acquirente Unico, via Guidubaldo Del Monte 72, 00197 Roma, oppure via fax all'800 185 025 o via email (reclami.sportello@acquirenteunico.it).
L'intervento dell'Autorità, però, oltre ad essere piuttosto lungo, può condurre solo a una multa nei confronti del fornitore del servizio. Per il risarcimento dei danni subiti bisogna rivolgersi all'autorità giudiziaria (giudice di pace, tribunale).


Fonte

lunedì 11 aprile 2011

Bioelettricità, l’energia del futuro

bioelettricita
Secondo una ricerca appena pubblicata nell’edizione on-line di Science, piuttosto che laconversione delle colture energetiche a carburante liquido per utilizzarle in un motore a combustione interna, è molto più efficace convertirle in energia elettrica per alimentare i veicoli. Rispetto all’etanolo, questo tipo di energia fornisce l’80% di chilometraggio in più per ettaro di coltura, ed al contempo raddoppia anche  il risparmio nelle emissioni.
Alcuni ricercatori delle Università della California di Merced e Stanford, hanno realizzato un programma sulla sicurezza alimentare e l’ambiente e hanno effettuato un analisi del ciclo di vita del bio-etanolo e dell’elettricità che riguardava sia l’energia prodotta da ciascuna tecnologia, ma anche l’energia consumata nella produzione dei combustibili e dei veicoli da loro alimentati.
Secondo quanto si legge su Science, la bio-elettricità è l’evidente vincitore nella sfida del trasporto nel confronto dei chilometri per acro, indipendentemente dal fatto che l’energia è stata prodotta dal mais o dall’erba, basta che provenga da una coltura energetica a base di cellulosa. Ad esempio, un piccolo SUV alimentato a bioelettricità potrebbe viaggiare su strada per circa 22 mila km grazie all’energia prodotta da un acro di erba, mentre un veicolo a combustione interna può viaggiare solo circa 14.000 km sulla stessa strada. Ancora maggiore è la differenza nel chilometraggio medio per entrambe nel traffico cittadino, dove i chilometri per un SUV a biolelettricità superano i 24 mila, mentre si riducono a 12 mila per un veicolo a combustione interna.
Vien da sè che è molto maggiore il risparmio in termini economici e di emissioni digas serra. E poi ci sono le differenze tra le varie emissioni. L’energia proveniente da un acro di erba utilizzata per un veicolo elettrico è tale da impedire o compensare l’emissione di un massimo di 10 tonnellate di CO2 per ettaro, rispetto ad un’auto a bioetanolo di analoghe dimensioni. Attraverso diversi tipi di veicoli e di colture, la compensazione media della bioelettricità rispetto all’etanolo va oltre il 100%.